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L'Hotel Ristorante Combolo, famoso fin dall'inizio del secolo scorso - documenti ne attestano l'esistenza già nel 1905 - di recente completamente ristrutturato, sorge nel centro storico di Teglio in posizione soleggiata e tranquilla.
La sua parte centrale, come testimoniano le strutture con volte a vela, era una casa signorile del 1500.
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Luglio 2008. Il Trenino Rosso del Bernina e il centro storico di Tirano dichiarate patrimonio mondiale dell'umanità. La ferrovia più alta d'Europa che unisce Tirano e st. Moritz vede riconosciuta la sua eccezionale valenza turistica. - GALLERIA DI IMMAGINI da TIRANO a ST.MORITZ (di R.Moiola)
CENNI STORICI Verso la fine dell' Ottocento nasce la proposta di introdurre una ferrovia tra le intricate valli alpine al fine non soltanto di collegare i centri principali di questa zona, ma soprattutto di potenziare l'attività turistica che diventerà poi il motore trainante dell'economia di molte valli. Grazie all'interessamento di un ex consigliere federale svizzero, Numa Droz, aiutato dal consigliere nazionale Alfredo Planta, la ditta inglese General Water Power Limited ottiene dal governo elvetico la concessione per la costruzione della Ferrovia del Bernina il 22 dicembre 1899. La spinta decisiva per il progetto la diede l'apertura del tronco ferroviario Sondrio-Tirano nel 1902: una ferrovia che da St. Moritz arrivasse a Tirano, avrebbe avuto la possibilità di collegarsi all'intera rete italiana e, più in generale, europea. Dopo la costituzione della società per azioni "Ferrovia del Bernina", nel 1905 venne indetto un referendum nelle cittadine di Brusio, Poschiavo, Pontresina e St. Moritz, al fine di chiedere il parere dei cittadini direttamente interessati. Quasi tutti i votanti si espressero a favore della ferrovia e così il nuovo progetto, presentato nell'inverno del 1905, venne approvato dal Governo Centrale il 2 marzo 1906. I lavori vennero inaugurati il 1 maggio dello stesso anno e completati il 5 luglio 1910.
Durante la Prima Guerra Mondiale si determinò un grave crollo del numero dei passeggeri che arrecò numerose difficoltà a questa piccola ferrovia alpina. Questa situazione di estremo disagio durò fino al 1 gennaio 1942 quando la Ferrovia del Bernina entrò a far parte della Ferrovia Retica. Ma la storia non si ferma qui visto che si stanno preparando le pagine per scrivere ulteriori importanti tappe di questo racconto. Un importante progetto prese vita nel 2004 in Svizzera quando si pensò ad avviare la Candidatura della "Ferrovia Retica del Bernina" a Patrimonio UNESCO per l'Umanità, qualche anno dopo allargata a Candidatura della "Ferrovia Retica nel paesaggio culturale Albula/Bernina". Il motivo è l'indubbia qualità di linea ferroviaria unica al mondo: si tratta della trasversale alpina più alta di tutta Europa e di una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide al mondo. Dopo la presentazione ufficiale del dicembre 2006, che includeva anche Tirano, formando così un importante obiettivo transnazionale, il 5 maggio 2007 si va inaugurava la nuova stazione di Tirano della Ferrovia retica e le nuovissime carrozze panoramiche che si affiancheranno alle già collaudate Glacier e Bernina Express. Tra queste le splendide vetture panoramiche scoperte del Trenino Rosso e la nuova motrice UNESCO, messa sul binario per l’occasione.
Dal luglio 2008 la ferrovia Retica e Tirano entrano definitivamente nella storia ottenendo il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
La ferrovia prende avvio da Tirano a 492 metri di quota, raggiunge i 2257 metri dell' Ospizio del Bernina e scende fino ai 1777 di Pontresina. Consigliamo vivamente di trascorrere una giornata a bordo del trenino rosso del Bernina: carrozze moderne, servite da minibar, alcune delle quali completamente scoperte, da cui è possibile ammirare il panorama a 360°. Questa gita offre la possibilità di passare alcune ore a stretto contatto con la natura, respirare il profumo dei boschi, lasciarsi accarezzare dalla brezza ed abbronzare dal sole alpino. Ma vediamo il percorso nel dettaglio: il viaggio inizia alla stazione di Tirano dove, dopo aver sbrigato le formalità doganali (non scordatevi la carta d'identità!), si sale sul treno rosso della Ferrovia Retica. Dalla stazione si attraversano le case di Tirano, si passa di fronte al Santuario della Madonna e ci si inoltra nella valle di Poschiavo. Il trenino segue da vicino la strada e il torrente Poschiavino. In prossimità delle prime case di Brusio, descrive un ampio cerchio al fine di acquistare un po' di quota. In alto, è possibile ammirare il campanile della chiesetta di San Romerio. Raggiungiamo il piccolo centro di Miralago e costeggiamo la riva sinistra del lago. Tra le case di Le Prese il trenino invade in parte la strada statale e inizia ad inerpicarsi lungo i fianchi della valle di Poschiavo, seguendo un percorso ripido fatto di curve e tornanti. Oltre il paese di Poschiavo (1019 m), si continua lungo il fianco sinistro sempre più in alto. Giungiamo così al tranquillo piano dell'Alpe Cavaglia (1693 m) dove ammiriamo un folto bosco di larici, abeti e pini cembri. Procediamo ancora verso nord e, con alcuni ripidi tornanti, risaliamo l'ardua val di Pila. Raggiungiamo così i 2091 metri dell'Alpe Grùm. Verso ovest si apre lo spettacolo del ghiacciao del Palù e del Lag da Palù, il lago che raccoglie le acque provenienti da questo ghiacciaio. Successivamente incontriamo il lago Bianco, ne percorriamo la riva destra e siamo in breve alla stazione del Passo del Bernina che, con i suoi 2256 metri, rappresenta il punto piu' alto del percorso. Superiamo il piccolo Ley Nair e il Ley Pitschen, iniziamo la discesa lungo la valle del Bernina. Passiamo accanto ad alcune stazioni sciistiche e arriviamo infine alla stazione di Morteratsch, da dove si ha una panoramica impareggiabile sul gruppo di monti che si estende dal Piz Bernina al Piz Palù. Lasciamo sulla destra della valle il centro turistico di Pontresina e dopo alcuni chilometri raggiungiamo la cittadina di St. Moritz, punto finale della nostra
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Bormio, neve e relax La perla dell'Alta Valtellina è un paradiso per gli amanti degli sport invernali, dallo sci al nordic walking. Senza contare le prelibatezze culinarie che offre. Ma c'è altro: relax puro nelle calde acque dei Bagni Vecchi e Nuovi e delle Terme |
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Situata nella meravigliosa cornice del Parco Nazionale dello Stelvio, Bormio è tra le capitali degli sport invernali, sci in primis ma non solo. Ma oltre a piste per tutti i gusti, questa deliziosa cittadina offre la possibilità di godersi il relax nelle calde e rigeneranti acque delle Terme e dei Bagni Vecchi e Nuovi. Al termine di una giornata in movimento, cosa c'è di meglio poi che una bella cena? L'Alta Valtellina offre una cucina semplice, genuina e allo stesso tempo gustosissima. Pizzoccheri, bresaola, formaggi (Bitto, Casera, Scimudin...), gli sciatt (frittelle di grano saraceno ripiene), polenta taragna, funghi, selvaggina, dolci ai frutti di bosco, il tutto innaffiato dai robusti rossi valtellinesi. E a fine pasto un bell'amaro fatto con le erbe montane. |
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Il posto ideale per gli amanti dello sci, dicevamo. Da Bormio si raggiungono 170 chilometri di piste (percorribili con un unico skipass), 90 dei quali a innevamento programmato, per garantire sciate indimenticabili anche quando la neve scarseggia. Ci sono percorsi di varia difficoltà per chi ama lo sci di fondo e una nuovissima area dedicata allo snowbord, per esperti e principianti. E ancora: pattinaggio, sci alpinismo e nordic walking, uno sport per tutti facile da praticare, che rassoda e rinforza la muscolatura. Senza dimenticare lo sleddog, la slitta trainata dai cani. L'Husky Village organizza corsi ed emozionanti escursioni. Insomma, di cose da fare ce n'è. Comprese quelle rilassanti, come prendersi cura del corpo (e della mente).
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L'atmosfera che si respira all'interno dei Bagni Vecchi è magica. Le acque di questo centro termale sono utilizzate da tempi antichissimi. La struttura vanta sei differenti settori. Tra i più suggestivi i Bagni Romani, che rappresentano un tuffo nella storia: la vasca di Plinio il Vecchio e quella di Cassiodoro sono state realizzate all'interno di una grotta già in uso in epoca pre-romana. Vicino a esse è posizionata una grande vasca di legno: risale al 1800 ed era riservata all'Arciduchessa d'Austria. Altra meraviglia è la Grotta Sudatoria di San Martino, un bagno turco naturale. I Bagni Imperiali contano suggestive vasche con idromassaggio e sale relax panoramiche. Tra le più belle c'è il Bagno delle donne, una vasca con musicoterapia subacquea e cromoterapia. Infine la bellissima piscina panoramica all'aperto (nella foto). Immaginatevi immersi nell'acqua calda, mentre fuori scende la neve.
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I Bagni Nuovi sono di costruzione più recente, realizzati durante la prima metà del XIX secolo sull'ondata del successo ottenuto dai Bagni Nuovi. Il centro termale si suddivide in cinque percorsi. Il percorso esterno dei Giardini di Venere include piscine con musicoterapia subacquea, una vasca coi fanghi ideale per un peeling naturale, una baita essiccatoio (dove far seccare i fanghi) e una bellissima piscina all'aperto (nella foto). Nei Bagni di Giove ci si può cullare nelle vasche idromassaggi, farsi massaggiare dalle cascate ad alta intensità o depurare la pelle nel bagno turco. I più coraggiosi potranno immergersi nella gelida Vasca di Giunone. Nell'accogliente sala del braciere dei Bagni di Ercole si gode il riposo allo stato puro. Avvolti in un morbido accappatoio si sorseggiano tisane calde, sdraiati su morbidi cuscini o chaiselongue, davanti al panorama mozzafiato del Parco dello Stelvio. |
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